martedì 7 febbraio 2012

martedì 7 febbraio 2012 - ore 21:30 





THE DOOM GENERATION

di Gregg Araki
1995 - USA



Seconda parte della trilogia "Teenage Apocalypse" del nippo-americano Gregg Araki iniziata con Totally Fucked Up (1993) e proseguita con Nowhere (1997). Araki abbandona temporaneamente il queer cinema underground e sceglie la forma del road movie apocalittico (come un fumetto pop anni '70, straripante di kitsch, elementi splatter e controcultura) per dipingere a tinte forti il quadro della X generation, una generazione dannata (come da titolo), rigettata dalla realtà, desiderosa d'affetto e bruciante d'amore ma già condannata all'infelicità e a perdere se stessa poiché inserita in un ecosistema ostile e incomprensibile.

giovedì 2 febbraio 2012

giovedì 2 febbraio 2012 - ore 21:30





STORYTELLING

di Todd Solondz
2001 - USA



Fiction: una studentessa bianca, il suo ragazzo, paralitico cerebrale, il loro professore nero. Non fiction: un liceale, la sua famiglia, una domestica, un documentarista. Un film di scrittura sullo scrivere storie (inevitabilmente autoriflessivo) questo Storytelling, in cui Solondz sembra meno interessato all'organizzazione della messinscena che in apparenza si risolve in una scarna illustrazione delle sue ciniche sciarade letterarie. Domina in ogni fotogramma l'umido lividore della sconfitta esistenziale: non c'è accusa o raccapriccio nei confronti di questi personaggi, essi sembrano non avere colpa del loro esser meschini, vittime di un avverso destino che li rende tali. La conclusione che si trae dalla visione di questo come dei precedenti, scomodissimi film dell'americano è sempre la stessa: la vita è una merda.

sabato 28 gennaio 2012

sabato 28 gennaio 2012 





OUR CENTURY

di Artavadz Pelechian
1983 - URSS, Armenia



Poema universale composto dal maestro del montaggio a distanza. Con lirismo ma non senza leggerezza di tono, l'armeno Pelechian tenta una sintesi poetica dell'accidentato percorso dell`essere umano durante il secolo breve, del suo progresso tecnologico, dall`invenzione del cinema alla conquista dello spazio. L'estasi per la conquista di distanze cosmiche si intreccia all'agonia dell'esistenza umana.

giovedì 26 gennaio 2012

giovedì 26 gennaio 2012 - ore ?





964 PINOCCHIO

di Shozin Fukui
1991 - Giappone



Un sexandroide, progettato per soddisfare le voglie erotiche di signore benestanti, date le scarse prestazioni viene abbandonato. Cinema fatto di scampoli, masticato, abbandonato e ripudiato dalla cultura di massa. Cinema di fluidi, di vomito, di urla, di rumori e clangori che si fondono e si riverberano in dissonanze di volta in volta grottesche, sproporzionate, dodecafoniche. La storia si dispiega come in un incubo allucinato e decadente, sviscerando i temi della fusione dei corpi e delle menti, dei poteri psichici che debordano nel reale, della polverizzazione dei legami social-industriali. Un film che prosegue e conferma il dilaniante percorso di Sogo Ishii e di Shinya Tsukamoto (al suo Tetsuo ha collaborato lo stesso Shozin Fukui).

martedì 24 gennaio 2012

martedì 24 gennaio 2012 - ore 21:30





ANGELI VIOLATI

di Koji Wakamatsu
1967 - Giappone



Un uomo sessualmente represso entra nel dormitorio delle infermiere e fa una strage. Koji Wakamatsu è uno dei massimi esponenti del Pinky violence (pulp erotico giapponese a basso costo) ma i suoi film vanno sempre al di là del genere per penetrare una più profonda e morbosa riflessione sulla natura umana. Cinema inteso come squarcio della pelle dello schermo e lavorio degli organi del corpo fisico e filmico. Lo stile visivo marcatamente personale lo rende uno degli autori più importanti della nouvelle vague giapponese.







EMBRIONE

di Koji Wakamatsu
1966 - Giappone



Un uomo imprigiona una donna somigliante alla moglie e alla madre defunte e la costringe ad una sottomissione assoluta. Koji Wakamatsu è uno dei massimi esponenti del Pinky violence (pulp erotico giapponese a basso costo) ma i suoi film vanno sempre al di là del genere per penetrare una più profonda e morbosa riflessione sulla natura umana. Cinema inteso come squarcio della pelle dello schermo e lavorio degli organi del corpo fisico e filmico. Lo stile visivo marcatamente personale lo rende uno degli autori più importanti della nouvelle vague giapponese.

giovedì 19 gennaio 2012

giovedì 19 gennaio 2012 - ore 21:30





THE TURIN HORSE

di Bela Tarr
2011 - Ungheria



Il 3 gennaio 1889 a Torino Nietzsche si gettò, piangendo, al collo di un cavallo brutalizzato dal suo cocchiere. Fu l'inizo di dieci anni di silenzio e pazzia, fino alla sua morte. Non sappiamo cosa fu del cavallo. Capolavoro di inquietudine, Orso d'oro a Berlino, The Turin Horse è un film che non può essere paragonato a niente semplicemente perché annichilisce tutta l’attuale produzione cinematografica. La Fine non è mai stata così enorme nel cinema, così sovrastante e sovrumana, così immensa, e di conseguenza l’uomo non è mai parso così disarmato, così povero interiormente ed esteriormente, così minuscolo alle prese con l’ovvietà delle faccende quotidiane e con la pesantezza della sua esistenza. E intanto Dio tace. Bela Tarr, maestro dello stile di un rigore assoluto, chiude così la sua carriera cinematografica: denudando di ogni velleità il vivere e scolpendo su pellicola il nulla che ne rimane. Visione definitiva: il cinema e il mondo come se li vedessimo per l’ultima volta.

domenica 25 dicembre 2011

domenica 25 dicembre 2011 






BEGOTTEN

di Elias Merhige
1991 - USA



Dio si suicida sventrandosi con un rasoio. Tramite la sua morte viene generata Madre Natura che, masturbando il cadavere di Dio, si feconda e genera il Figlio, un umanoide deforme e tremante. Madre e Figlio andranno nel mondo degli uomini dove saranno crudelmente martoriati. Begotten non è un film, forse è la sua antitesi, di sicuro è un'esperienza allucinante e allucinata di avanguardia ermetica ma espressionista. Caratterizzato da una violenza visiva mai vista prima (forse solo in Tetsuo di Tsukamoto) è considerato unanimemente una delle massime espressioni del genere weird e da Susan Sontag su Time Magazine "uno dei dieci film più importanti dei tempi moderni, in confronto al quale Eraserhead di Lynch sembra Ernesto salva il Natale".