mercoledì 24 ottobre 2018

mercoledì 24 ottobre 2018




IL POSTO

di Ermanno Olmi
1961



Nel pieno del boom economico dei primi anni sessanta, un ragazzo di Meda, Domenico, partecipa ad una selezione di lavoro presso una grande azienda di Milano. Vive questo impegno con particolare apprensione a causa della famiglia, che si aspetta da lui che riesca ad ottenere il posto fisso con cui sistemarsi per tutta la vita.

mercoledì 17 ottobre 2018

mercoledì 17 ottobre 2018




HYPERNORMALISATION

di Adam Curtis
2016


La parola 'hypernormalization' (ipernormalizzazione) è stata coniata dall'antropologo Alexei Yurchak e introdotta nel suo libro Everything Was Forever, Until It Was No More: The Last Soviet Generation del 2006, che descrive i paradossi della vita in Unione Sovietica negli anni '70 e '80. Nel libro sostiene che sebbene tutti nell'Unione Sovietica sapessero che il sistema stava collassando, nessuno poteva immaginare un'alternativa allo status quo, e politici e cittadini erano rassegnati a mantenere la pretesa di una società funzionante. Nel corso del tempo, questa illusione divenne una profezia che si autoavvera e la falsità fu accettata da tutti come reale, un effetto che Yurchak definisce appunto 'ipernormalizzazione'.
Il filmmaker e documentarista della BBC Adam Curtis in questo suo ultimo lavoro del 2016 parte dall'analogia tra quel passaggio storico e l'eterno tracollo presente del sistema economico e politico, di cui siamo spettatori increduli e allo stesso tempo incantati, per ricostruire alcuni fili della trama complessa della storia degli ultimi 50 anni.
Il film è costruito con l'utilizzo di un'imponenete mole di materiale d'archivio, filmati storici, televisivi, interviste, l'immaginario visivo inconscio della nostra società, accompagnato dalla voce di Curtis e organizzato in nove capitoli:

1.1975
2.The Human Bomb
3.Altered States
4.Acid Flashback
5.The Colonel
6.The Truth Is Out There
7.Managed Outcomes
8.A Cautionary Tale
9.A World Without Power

venerdì 1 giugno 2018

venerdì 1 giugno 2018




DJEMBEFOLA

di Laurent Chevallier
1991


Questo film documenta il ritorno dell'artista Mamady Keita al suo villaggio natale in Guinea dopo la sua assenza per oltre un quarto di secolo. Un incontro con le proprie origini affondate nella musica più arcaica che sia mai arrivata a noi.

giovedì 17 maggio 2018

giovedì 17 maggio 2018




IN THE MIRROR OF MAYA DEREN

di Martina Kudlacek
2001



Un film sulla filmaker d'avanguardia Maya Deren.

Visioni extra:
● EXPERIMENTAL FILMS OF MAYA DEREN: - MESHES OF THE AFTERNOON (1943, 15m) - AT LAND (1944, 16m) - RITUAL IN TRASFIGURED TIME (1946, 16m)


mercoledì 18 aprile 2018

mercoledì 18 aprile 2018





ON THE SILVER GLOBE

di Andrzej Żuławski
1988


Una spedizione di astronauti giunge su un pianeta disabitato e fonda una società. Molti anni dopo, un astronauta è inviato dalla Terra sul pianeta dove viene accolto come un messia.

venerdì 13 aprile 2018

venerdì 13 aprile 2018




SPIT

di Michele Spagnolo



DIRTMOR presenta: SPIT di Michele Spagnolo.   
Il "Cinema Incompiuto" di Spagnuolo veste una forma temporanea nei muri di Dirtmor musicato dal vivo in collaborazione con Ememe, musicista d'avanguardia giapponese e Sissy Biasin.   
● SPIT (work in progress - in editing)  (2008-)   Immagini rubate, riflessi di forme oniriche, ombre, figure astratte, situazioni da incubo. Spit cerca coscienza nel nulla e trasforma in linguaggio ciò che comunemente non è contenuto in esso. Gli squilibri, la maniera in cui la psiche viene messa alla prova da un continuo bombardamento d'immagini, priva e degrada ogni livello estetico. Ne emergono forme confuse nate sull'idea di abbandono e di esasperazione della struttura narrativa, si mescolano allegorie e relazioni di materia. Paranoia, rabbia, insoddisfazione e altre forze  si discernono, abbandonando così l'uomo a una delle sue tante prigioni.   
"Fare anima comporta la distruzione di anima" James Hillman

mercoledì 4 aprile 2018

mercoledì 4 aprile 2018




PICTURES OF THE OLD WORLD

di Dušan Hanák
1972


Il film documenta la vita ai margini della società di alcune persone. Molti di loro sono anziani, totalmente estranei alla vita urbana dell'era industriale e raccontano le loro esistenze radicate nella terra, nella fatica, nella dipendenza da pochi altri esseri viventi perlopiù non umani.





THE CHILDREN OF LENINGRADSKY

di Andrzej Celiński e Hanna Polak
2005


Dalla caduta dell'Unione Sovietica, tra gli 1 e i 4 milioni di bambini russi sono divenuti senzatetto e circa 30 mila vivono intorno alla stazione di Mosca. Il film ne segue alcuni tra gli 8 e i 14 anni nella loro lotta per la sopravvivenza quotidiana alla stazione Leningradsky.