sabato 28 gennaio 2012

sabato 28 gennaio 2012 





OUR CENTURY

di Artavadz Pelechian
1983 - URSS, Armenia



Poema universale composto dal maestro del montaggio a distanza. Con lirismo ma non senza leggerezza di tono, l'armeno Pelechian tenta una sintesi poetica dell'accidentato percorso dell`essere umano durante il secolo breve, del suo progresso tecnologico, dall`invenzione del cinema alla conquista dello spazio. L'estasi per la conquista di distanze cosmiche si intreccia all'agonia dell'esistenza umana.

giovedì 26 gennaio 2012

giovedì 26 gennaio 2012 - ore ?





964 PINOCCHIO

di Shozin Fukui
1991 - Giappone



Un sexandroide, progettato per soddisfare le voglie erotiche di signore benestanti, date le scarse prestazioni viene abbandonato. Cinema fatto di scampoli, masticato, abbandonato e ripudiato dalla cultura di massa. Cinema di fluidi, di vomito, di urla, di rumori e clangori che si fondono e si riverberano in dissonanze di volta in volta grottesche, sproporzionate, dodecafoniche. La storia si dispiega come in un incubo allucinato e decadente, sviscerando i temi della fusione dei corpi e delle menti, dei poteri psichici che debordano nel reale, della polverizzazione dei legami social-industriali. Un film che prosegue e conferma il dilaniante percorso di Sogo Ishii e di Shinya Tsukamoto (al suo Tetsuo ha collaborato lo stesso Shozin Fukui).

martedì 24 gennaio 2012

martedì 24 gennaio 2012 - ore 21:30





ANGELI VIOLATI

di Koji Wakamatsu
1967 - Giappone



Un uomo sessualmente represso entra nel dormitorio delle infermiere e fa una strage. Koji Wakamatsu è uno dei massimi esponenti del Pinky violence (pulp erotico giapponese a basso costo) ma i suoi film vanno sempre al di là del genere per penetrare una più profonda e morbosa riflessione sulla natura umana. Cinema inteso come squarcio della pelle dello schermo e lavorio degli organi del corpo fisico e filmico. Lo stile visivo marcatamente personale lo rende uno degli autori più importanti della nouvelle vague giapponese.







EMBRIONE

di Koji Wakamatsu
1966 - Giappone



Un uomo imprigiona una donna somigliante alla moglie e alla madre defunte e la costringe ad una sottomissione assoluta. Koji Wakamatsu è uno dei massimi esponenti del Pinky violence (pulp erotico giapponese a basso costo) ma i suoi film vanno sempre al di là del genere per penetrare una più profonda e morbosa riflessione sulla natura umana. Cinema inteso come squarcio della pelle dello schermo e lavorio degli organi del corpo fisico e filmico. Lo stile visivo marcatamente personale lo rende uno degli autori più importanti della nouvelle vague giapponese.

giovedì 19 gennaio 2012

giovedì 19 gennaio 2012 - ore 21:30





THE TURIN HORSE

di Bela Tarr
2011 - Ungheria



Il 3 gennaio 1889 a Torino Nietzsche si gettò, piangendo, al collo di un cavallo brutalizzato dal suo cocchiere. Fu l'inizo di dieci anni di silenzio e pazzia, fino alla sua morte. Non sappiamo cosa fu del cavallo. Capolavoro di inquietudine, Orso d'oro a Berlino, The Turin Horse è un film che non può essere paragonato a niente semplicemente perché annichilisce tutta l’attuale produzione cinematografica. La Fine non è mai stata così enorme nel cinema, così sovrastante e sovrumana, così immensa, e di conseguenza l’uomo non è mai parso così disarmato, così povero interiormente ed esteriormente, così minuscolo alle prese con l’ovvietà delle faccende quotidiane e con la pesantezza della sua esistenza. E intanto Dio tace. Bela Tarr, maestro dello stile di un rigore assoluto, chiude così la sua carriera cinematografica: denudando di ogni velleità il vivere e scolpendo su pellicola il nulla che ne rimane. Visione definitiva: il cinema e il mondo come se li vedessimo per l’ultima volta.

domenica 25 dicembre 2011

domenica 25 dicembre 2011 






BEGOTTEN

di Elias Merhige
1991 - USA



Dio si suicida sventrandosi con un rasoio. Tramite la sua morte viene generata Madre Natura che, masturbando il cadavere di Dio, si feconda e genera il Figlio, un umanoide deforme e tremante. Madre e Figlio andranno nel mondo degli uomini dove saranno crudelmente martoriati. Begotten non è un film, forse è la sua antitesi, di sicuro è un'esperienza allucinante e allucinata di avanguardia ermetica ma espressionista. Caratterizzato da una violenza visiva mai vista prima (forse solo in Tetsuo di Tsukamoto) è considerato unanimemente una delle massime espressioni del genere weird e da Susan Sontag su Time Magazine "uno dei dieci film più importanti dei tempi moderni, in confronto al quale Eraserhead di Lynch sembra Ernesto salva il Natale".

mercoledì 7 dicembre 2011

mercoledì 7 dicembre 2011 - ore 21:30





I DIAVOLI

di Ken Russell
1971 - UK



Ispirata ad un libro di Aldous Huxley: nella Francia del 1634 sotto il cardinale Richelieu, Urban Grandier, prete illuminato ma scopatore impenitente, e Suor Giovanna degli Angeli, madre superiora di un convento delle Orsoline a Loudun, sono al centro di un processo per stregoneria. Se non si considera il taglio politico (alleanza tra Stato e Chiesa, intolleranza ideologica come strumento di dominio, ricorso all'erotismo come valvola di scarico delle tensioni antistituzionali), si travisa il film, riducendolo a uno strepitoso e ripugnante luna park fantastorico di sesso, orrori e violenze. Capolavoro truculento e scomodo, disturbante e meraviglioso, diretto da uno sfrenato e violentissimo Ken Russell (cattolico, si badi bene), mai più così perfetto nel mediare tra il suo furore visionario e la pregnanza di una messinscena che accumula tutto e in cui tutto è fuori dalle epoche (le scenografie sono di Derek Jarman). Censurato, vietatissimo, scandaloso.

martedì 8 novembre 2011

martedì 8 novembre 2011 - ore 21:30






IL CUOCO, IL LADRO, SUA MOGLIE E L'AMANTE

di Peter Greenaway
1989 - UK, Francia



In un ristorante francese di Londra si consuma, con la complicità dello chef, l'adulterio tra la moglie di un volgare e ricco mafioso e un bibliotecario. Le conseguenze saranno grottesche. Esaltato dalla fotografia di Sacha Verny e dalla musica genialmente semplice di Michael Nyman, fondato sul trinomio cibo-sesso-violenza, è il film più sarcastico, feroce e divertente di Peter Greenaway. Anche il più politico. La ripetitività del racconto, scandito in dieci giornate, è sostenuta da un umorismo nero.