martedì 8 febbraio 2011

martedì 8 febbraio 2011 - ore 21:30





GARAGE OLIMPO

di Marco Bechis
1999 - Argentina, Italia



Nel 1978, restaurata in Argentina la dittatura militare, la 18enne Maria, maestrina impegnata nel sociale, è prelevata da casa e rinchiusa nel Garage Olimpo, uno dei 365 centri clandestini di tortura attivi a Buenos Aires tra il 1976 e il 1982, gestiti da squadracce paramilitari e collegati con gli alti comandi delle forze armate. Scritto con Lara Fremder da Bechis (che ventenne con passaporto italiano fu espulso dall'Argentina dopo un arresto nel 1977), questo duro, dolente e doloroso film non è una ricostruzione storico-politica, pur essendo scrupolosamente articolato su storie e particolari veri. Spinto dall'ambizione di arrivare al documento attraverso la finzione, Bechis si è posto il problema della rappresentazione della violenza. Ne descrive l'orrido grigiore di burocratica routine e sottolinea visivamente il contrasto tra la sua sotterranea presenza e la normalità della vita urbana. La direzione degli attori, la cura dei particolari, l'uso della luce, la scansione drammatica della vicenda fanno il resto.

domenica 6 febbraio 2011

domenica 6 febbraio 2011 - ore 21:30





KYNODONTAS 
(DOGTOOTH)

di Giorgios Lanthimos
2009 - Grecia



Padre e Madre inventano per i loro tre figli una realtà in cui è pericoloso uscire fuori dalla villa e dove tutto ciò che serve si trova all'interno. Una scissione insanabile tra il dentro e il fuori, una totale chiusura nella percezione della realtà effettiva. Seguendo regole inventate di sana pianta e una manipolazione costante basata su una lingua alterata e su conoscenze frammentarie e distorte, i giovani ragazzi sono deprivati di una coscienza autonoma. Inedito in Italia e premiato a Cannes 2009 col Un certain regard, Dogtooth è una pellicola perversa: sedendo sulla cattedra hanekiana, con diversi passaggi grotteschi e stranianti, il regista greco ci presenta la vita di questo gruppo familiare in un interno come un dato di fatto, senza possibile dialettica con una realtà alternativa. La luce di Bakatatakis illumina e acceca, mentre l'occhio geometrico di Lanthimos incombe entomologico tanto sui figli quanto sui genitori, vittime del loro stesso gioco.

martedì 1 febbraio 2011

martedì 1 febbraio 2011 - ore 21:30





THE CORPORATION

di Joel Bakan, Marc Achbar, Jennifer Abbott
2003 - Canada



Partendo da un dato storico (alla fine dell'Ottocento una legge federale, mai abrogata, riconobbe alle prime corporations degli USA il singolare statuto legale di persone private), gli autori hanno deciso di analizzare le corporations, ovvero le multinazionali, ricorrendo ai criteri dell'Organizzazione Mondiale della Sanità. La diagnosi finale è perentoria: psicopatia. Sono contraddistinte da una patologica ricerca del profitto e del potere, ossia da un comportamento antisociale e immorale, da una costante tendenza a violare le leggi e dall'assenza di qualsiasi senso di colpa: la vocazione al profitto illimitato e ad ogni costo è una metastasi simbolica nei paesi cosiddetti sviluppati e un cancro economico feroce in quella parte del mondo che stenta a emanciparsi. Sorretto nel montaggio da libere associazioni visive e sonore, nel corso di quasi 2 ore e mezzo, mette sul tappeto una lunga serie di problemi. Non mancano, nella parte finale, gli esempi di quel che si può fare per combattere in modi non violenti questa dittatura planetaria.

domenica 23 gennaio 2011

domenica 23 gennaio 2011 - ore 21:30





BERLINGUER TI VOGLIO BENE

di Giuseppe Bertolucci e Roberto Benigni
1977 - Italia



Mario Cioni è un ragazzo povero e ossessionato dalle donne. Ama Berlinguer, non crede in Dio, ha una madre possessiva. Un’Arancia meccanica becera nostrana, vietato ai minori per i turpiloqui che la contraddistinguono, insieme a bestemmie, squallore sessuale e dissacrazioni varie. L’oscenità non è gratuita ma sintomo di una condizione di malessere, espressione viva di un sottoproletariato contadino/provinciale senza soldo e fica, incazzato e messo alle corde, abbandonato dal cinema dopo Pasolini, padre putativo della pellicola.

domenica 16 gennaio 2011

domenica 16 gennaio 2011 - ore 21:30





CANI ARRABBIATI

di Mario Bava
1974 - Italia



Claustrofobico incubo on-the-road, questo titolo segna una decisa virata verso il realismo da parte del più osannato tra i maestri dell'horror italiano: Mario Bava. Un concentrato di cruda violenza, colpi di scena e feroce bastardaggine: cocktail votato all'intrattenimento in grado di ispirare i massimi esponenti del prolifico filone/carrozzone del pulp moderno. Inutile sottolineare le assonanze tra Rabid Dogs (questo il titolo inglese) e Reservoir Dogs (Le Iene) di Tarantino, che si può quasi considerare un ispirato ed ironico remake del film di Bava. Girato quasi interamente nell'abitacolo di un'auto, Rabid Dogs è duro da digerire, volgare al limite del sopportabile, sporco e sudato come i protagonisti, cani rabbiosi e famelici. Insostenibile ritratto dei baratri più profondi della basezza umana, ma anche capolavoro del thrilling di genere.

lunedì 10 gennaio 2011

lunedì 10 gennaio 2011 - ore 21:30





L'ISOLA

di Kim Ki-Duk
2000 - Corea del Sud



Hee-Jin vive in una piccola casa su un lago attrezzato con piccole abitazioni galleggianti, vendendo ai pescatori cibo di giorno e il proprio corpo di notte. Un giorno arriva il misterioso e turbato Hyun-Shik e tra i due si creerà un forte legame di passione e dipendenza psicologica. Partendo dall’antico abbraccio tra Eros e Thanatos, il regista segue meticolosamente la propria deviazione tratteggiando un amore veicolato dal dolore: gli amanti sono capaci di struggenti tenerezze e crudeltà impronunciabili, instaurando un rapporto duale di sottomissione/ dominazione. Alla Mostra di Venezia 2000 fece scalpore tra il pubblico e sconcertò i critici.

martedì 4 gennaio 2011

martedì 4 gennaio 2011 - ore 21:30





L'ONDA

di Dennis Gansel
2008 - Germania



Ispirato a un fatto vero, un esperimento fatto a Palo Alto, California, negli anni 60. La settimana a tema prevede un corso sull'autocrazia e l'esperimento del professore porta a una microsocietà totalitaria con un proprio nome (l'onda del titolo), un motto, un saluto e un credo che si definisce velocemente, ferocemente. Se gli studenti pensano di sapere cos'è il nazismo e sono convinti che esso non potrà mai tornare, la realtà dimostra l'esatto contrario, la dittatura si impone facilmente, i ragazzi fanno crescere all'istante uno spirito di corpo esasperato (eliminazione di sottogruppi, uniformi e pochi accidenti: le menti deboli sono subito soggiogate ed emarginano e bollano come diverso chi non si adegua) ed è un veleno sottile che si impadronisce delle loro vite e della loro sensibilità. Allo stesso modo si sviluppa e matura una dissidenza che cerca di arginare prima, e di neutralizzare poi, gli effetti dell'esperimento di fascismo su alunni travolti dal mito del potere e della disciplina.